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.: Curiosità :.

Quello che volevate sapere e che non osavate chiedere...

.: Hybris :.

So che qualcuno legge le mie storie, e magari a qualcuno piacciono anche... Se avete delle domande da farmi, mandatemi pure una e-mail e risponderò volentieri....

.: Verba Volant :.

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La fantasia può portare male
se non si conosce bene come domarla
Ma costa poco val quel che vale
e nessuno ti può impedire di adoperarla

Francesco Guccini

 

.: La Nascita :.

Perchè è nato Scripta Manent? Stavo per finire di copiare Paura del Buio, operazione che era ferma da qualcosa come quattro anni, grazie (o per colpa) di una email mandatami da una delle due compagne di liceo che originariamente avevano seguito il processo creativo, e che mi aveva anche in qualche modo ispirato il personaggio della protagonista.
Questa email mi ha riempita di "furia creativa". E ho pensato anche che dividerla con qualcuno sarebbe stato carino.
Ho creato un blog, soluzione che amo perchè è molto interattiva e pratica e poco "ufficiale" ma avevo seri problemi a gestirlo a causa della lentezza del server... Così seguendo la mia filosofia "un po' di superbia non fa male a nessuno, se la si tiene sotto controllo", ho deciso di aprire questo benedetto sito, che andrà a confondersi nella marea di fogna che esiste in Rete, salvandomi dai miei sensi di colpa.

 

.: Iscrizione SIAE :.

E' una domanda che mi hanno fatto in tanti: ma perchè, ma come, ma quando?
La cosa è successa praticamente per caso qualche anno fa (nel 2002, da quel che mi dice mia madre). Mio padre, che è un medico, da piccole ci raccontava delle storie inventate da lui che a mio parere farebbero concorrenza a Harry Poter e compagnucci, e che registrava su delle audiocassette.
Una di esse, intitolata "la storia di Egil e i suoi vichinghi", è stata battuta al computer, sistemata e stampata con l'idea di cercare un editore (poi, ovviamente, mio padre svogliato com'è non ha più avuto voglia di cercarselo, l'editore, ed è rimasto tutto in sospeso), così ovviamente si è iscritto alla SIAE e ha registrato l'opera.
Fatto sta che mentre lui copiava Egil io finivo di copiare L'Anima di Luce, racconto al quale tengo moltissimo, anche se probabilmente non è il migliore tra quelli che ho scritto. Già che c'era, mia madre ha preso un modulo anche per me, mi sono iscritta anche io e abbiamo registrato quell'opera. Ha fatto tutto lei, quindi della burocrazia ne so poco. So che bisogna andare alla sede più vicina, prendere il modulo, compilarlo e allegare una copia cartacea di quello che si vuole registrare firmata su ogni pagina dall'autore. Mi sono divertita un sacco ad autografare circa 150 pagine... la prossima volta, che sarà con Paura del Buio (ho già i moduli pronti che aspettano solo me), uso un carattere minuscolo così risparmio fogli. Si paga un bollettino e la tua opera è tutelata per cinque anni, come un passaporto, poi bisogna fare un rinnovo.
Non credo che qualcuno avrà mai il coraggio di mettersi a plagiare le mie storie, non credo siano così belle, ma so che alle mie compagne di liceo erano piaciute e che peccare un pochino di vanità non fa mai male a nessuno...

 

.: I Nomi Dei Personaggi :.

Un commento di LanAwnShee a L' Anima di Luce mi ha fatto pensare... Alle mie bizzarre scelte per i nomi dei personaggi.
Per esempio, dopo aver scritto Luce ho deciso che tutti i vampiri protagonisti delle mie storie avrebbero avuto il nome che comincia per L . Luce e Lorenzo sono stati scelti così per caso, per il significato dei nomi e non per la lettera iniziale. Infatti la nonna di Luce i chiama Nejra e i fratelli non cominciano per L. Ma ho deciso che una consonante liquida andava benissimo per fare da "filo d'unione" tra tutti i miei racconti, che trattano il vampiro in modi sempre differenti.
Così ecco che è spuntato un numero incredibile di nomi che cominciano per L, e tutti ovviamente con un significato che si adattava al personaggio. Cito Leonardo, Liside e Lucrezia, (questi due erano antichi), Lev e Ladislao, Lisa e Livio, Luca e Lorena... Rileggendo, mi sa che sono pazza.
In ogni modo ho sempre adorato le etimologie, ancora prima di studiare al liceo classico, che ha portato la mia passione a livelli quasi ossessivi, tanto che raramente scelgo come chiamare un personaggio casualmente...
Spendo altre due parole sui nomi de L'Anima di Luce
Luce (va beh, da lux) ha un senso: la sua anima nonostante ora sia oscura appartiene in realtà ad un essere che proviene dalla Luce per antonomasia . Lorenzo vuol dire semplicemente "cinto d'alloro", nome poco specifico che però ha un che di glorioso e fa pensare a un dominatore. Gabriele significa proprio Uomo di Dio, anzi, posso quasi dire che il titolo "Uomo di Dio" gli è venuto proprio dal nome... Probabilmente non mi sarebbe mai venuto in mente di farlo chiamare così da Luce, se avessi deciso che so, per Matteo o un altro nome di derivazione ebraica. Silvia lo ho scelto per l'affinità quasi apotropaica con i boschi e le foreste che hanno le streghe (devo ammettere di essermi un po' ispirata alle wicca per il suo personaggio, anche se poi non c'entra proprio nulla... Ma di questo parlerò nell'apposita sezione). Mara lo ho scelto per assonanza con "Marta", una mia amica che è stata adottata, e perchè viene dall'aramaico Marà e significa "afflitta, amareggiata". Anche questo avrà un senso nella trama. Oreste è una delle prime eccezioni alla mia regola delle etimologie: è semplicemente il secondo nome di mio padre e mi piaceva (poi ho scoperto che significa "montanaro", il che lo rende ancora più adatto alla semplice simpatia di quel personaggio).
Per Paura del Buio...
Valentina è il nome di una mia amica del liceo a cui mi sono molto ispirata per il personaggio (se mai leggerai questo sito, Vale, finalmente avrai al conferma ai tuoi sospetti) e alla quale il racconto ai tempi è piaciuto tantissimo. inoltre... Vuol dire Vigorosa e Forte, aggettivi che calzano a pennello alla protagonista del racconto... Adriano lo ho scelto perchè è di derivazione romana (significa proveninte da Atria.) ed era il nome di un grande imperatore. Veronica è il nome di una mia carissima amica di infanzia a cui voglio molto bene. Significa "la vittoriosa", e vuole essere un nome un po' ironico.
Altri nomi importanti sono quelli delle sette creature, che sono anche i primi che ho mai dato... Che ricordavano in qualche modo l'elemento a cui erano legate. Sempre nel racconto "Le Sette Creature" Christian, vuole essere un po' ironico, ed il signiicato è lampante. Julian può significare sia "di Giove" che "nato nel mese di luglio", ma io ho scelto il nome basandomi sul primo significato. Claire è un altro nome dal significato lampante, e si adatta benissimo all'idea di dolcezza e purezza che volevo conferire al personaggio, anche se compare come una piccola drogata. Sarah viene dall'ebraico e vuol dire "principessa", sostantivo che calza a pennello al ruolo che rivestirà nella storia. Se penso che avevo dodici anni quando ho scelto questi nomi mi vengono quasi i brividi...
In Liberazione Eleonora viene dalla radice indoeuropea Al (crescere) da essa deriva Alienor ed infine Eleonora. Rony (un'altra cosa in cui sono brava è trovare diminutivi alternativi) deve affrontare un viaggio per "fare crescere" la sua anima... Quindi è un nome appropriato. Il suo "spirito guida" si chiama Sebastiano, che significa Illustre, venerabile (da Sebastos). Corrado (l'altro stregone) significa audace nel deliberare, coraggioso. Valeria significa Forte. insomma, per questo racconto ho scelto nomi illustri... Del resto quei personaggi affrontano delle prove davvero ardue.
Ne "Il Giardino dei Morti" i personaggi non hanno nome. Un modo in più per dire che ai morti il nome non serve più. Un modo per "spersonalizzare" i personaggi e nello stesso momento evidenziare le loro qualità, poichè per definirli non uso nomi propri. E come diceva Shakespeare: "una rosa è una rosa anche senza nome".

 

.: La Prima Persona e Le Voci Narranti :.

Sin dal mio primo lavoro, ho sempre amato scrivere in prima persona. Quasi tutti i miei racconti sono visti e vissuti dagli occhi dei protagonisti. Trovo che questa scelta stilistica sia molto comunicativa, anche se ha il limite di fare vedere la storia da un solo punto di vista. Per questo in alcuni racconti ho inserito più di una voce narrante (per esempio in Paura del Buio i "narratori" sono Valentina e Adriano). Mi sono sempre trovata a mio agio con questo tipo di metodo narrativo, anche se ammetto che utilizzare due personaggi che parlano in prima persona senza causare confusione nel lettore è piuttosto complicato...
Ad un certo punto della mia vita, dopo almeno una decina di manoscritti ho desiderato cambiare un po', oltre che accertarmi di essere in grado di scrivere altrettanto bene senza avvalermi della voce dei protagonisti come tramite, così ho scritto un fantasy "classico" (l'ultimo lavoro per cui ho usato carta e penna e non una tastiera) tutto in terza persona. Ho scoperto che anche questo metodo mi piaceva ed ho deciso di utilizzarlo ancora di tanto in tanto (per il libro che sto scrivendo con il mio ragazzo, ad esempio). Eppure la buona vecchia storia vista dal protagonista mi mancava. Inoltre è senza dubbio il metodo narrativo che mi è più congeniale, così ho deciso di utilizzare la prima persona per il Giardino dei Morti e tornare addirittura ad una sola voce narrante. Secondo me la scelta è stata azzeccata, se avessi usato un altro metodo probabilmente la storia sarebbe risultata meno coinvolgente...